Sulla felicità a oltranza

Ugo Cornia

Questa è la cronaca abbastanza fedele di alcuni anni molto faticosi ma belli che a un certo punto mi sono capitati. L'unica cosa che si può dire è che le cose capitano e noi dobbiamo lasciarle capitare. Ma queste cose che capitano hanno la virtù principale di sfracellarci la testa. Adesso, con un inevitabile sfacelo sulle spalle, portandomelo dietro tutti i giorni, dopo aver preso nota di tante cose sono tornato a vivere il mondo come prima. Un po' mi dispiace.

Poi a esser sinceri fino in fondo mia zia me la porto a spasso tutti i giorni. Non tanto perché io adesso ci pensi continuamente, perché a dire il vero non ci penso mai a mia zia, ma perché mi trovo lì a capire che un morto, causa la cessata attività del suo corpo, si mette a invadere con le sue abitudini i corpi della gente che gli era affezionata. Allora sento che è mia zia a tirare fuori dalla mia bocca quei "Perbacco" che ogni tanto escono dalla mia bocca dove io avrei detto "Dio Porco".

Mia madre non è mai morta del tutto, mia madre, non so né dove né come, ma c'è. Ancora adesso mia madre delle volte mi rompe i maroni in un modo tale che mi trovo a passeggiare tirandole dei cancheri tremendi, a dirle che sarebbe ora mi lasciasse in pace, che di lei non ne voglio più sapere, di lei con la sua etica di merda.

Tra il fare spesso degli atti, anche gli stessi atti tutti i giorni, e avere delle abitudini, ci passa già una tonnellata di differenza.

Per questo, delle volte, mi è venuta la voglia di correre a dire a mia sorella di non deprimersi a causa degli eventi che succedono, in quanto, anche se non ce n'eravamo mai accorti, adesso è diventato ovvio che il nostro cervello globale è stato sempre un grande cimitero. E noi dobbiamo starci dentro.

È verissimo che non ho speranza, ma sto benissimo, e anzi, il solo pensiero di dover pensare a delle speranze mi fa venire l'ansia, perché sto bene dove sto e basta, anche quando sto male.

Negli ultimi anni quando andava a letto si era messo a cercare di ricordarsi tutta la sua vita.

Quel che c'è di migliore a stare al mondo, tutte le volte, salta fuori quanto ti accosti alla tua vita in un modo assolutamente sperimentale, senza nessun progetto in testa, anzi, a dir meglio senza nessun desiderio preciso.

Fare le cose in questo modo, soltanto per stare a vedere che cosa ci salta fuori, senza grandi motivazioni, è l'unico atteggiamento che già dopo poco, nel corso di qualche minuto, fa saltar fuori dal mondo un po' di futuro. Senza l'ombra di alcun dubbio il futuro non sta assolutamente nei desideri. In un desiderio, volendo essere buoni fino in fondo, ci sta tutta la quintessenza della schifezza di un passato che ti incolla a qualcosa che ti sembra proprio tuo, invece è casuale come tutto il resto.

Pensavo che è fondamentale in un amore non accorgersi neanche che c'è, non pensarci mai.

Hai una faccia da miracolo che una volta su due mi stupisce.